Andrea Bagioli

Gli Under 23 italiani più attesi: Andrea Bagioli #1

Da quando è tornato il Giro d’Italia Under 23, nel 2017, il vincitore della Ronde de l’Isard (corsa a tappe di 4 giorni in Francia) ha sempre vestito almeno per un giorno la maglia Rosa nella stessa stagione.

E’ capitato a Pavel Sivakov nel 2017, primo in entrambe le gare, e anche a Stephen Williams, in maglia rosa lo scorso anno al termine della tappa di Dimaro Folgarida e poi 5° nella classifica generale finale, con vittoria di tappa a Pian delle Fugazze.

Precedenti che contribuiscono ad alimentare l’attesa attorno ad Andrea Bagioli, valtellinese classe 1999 del Team Colpack, accreditato dai media come il ragazzo che può ambire a riportare l’Italia al successo nel Giro U23 (l’ultimo è stato Mattia Cattaneo nel 2011).

Andrea, come ti stai avvicinando al Giro U23?
«Dopo la vittoria alla Ronde de l’Isard, le aspettative sono molto buone. Il percorso del Giro è molto duro, spero di fare qualcosa di bello».

La tappa chiave?
«Sicuramente Aprica-Aprica, con il doppio Mortirolo. E’ una salita che conosco bene, si corre a 40 km da casa mia, è la tappa più vicina a casa. Ci tengo molto a ottenere un buon risultato».

Il Giro d’Italia Under 23 è una grande sfida, che non hai potuto affrontare un anno fa perché eri impegnato con un altro esame: quello di maturità. Com’è andata?
«Bene, mi sono diplomato come perito meccanico. Concludere il percorso di studi è importante».

Cos’è per te il Giro d’Italia Under 23?
«E’ la corsa più importante. Ho guardato il Giro d’Italia dei professionisti nei giorni scorsi e ho sempre più voglia di partire. Non vedo l’ora!».